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Stemma comunale

Parte delle notizie sono state tratte dal libro di Mons. Carlo Marcora

Allo stemma del Comune si pensò fin dal 1900 e fu richiesto all’Ufficio Araldico di Milano in seguito ad uno studio del sacerdote Professor Gaetano Croce (al quale è dedicato il largo che si trova all’ingresso del paese, prima di Via Dante). Dice il suo documento:

“Di forma ovale, è diviso in tre campi:
La parte superiore ha la croce rossa in campo bianco, della Città di Milano, perché il Comune di Origgio apparteneva al Contado di Milano. La parte inferiore è suddivisa in due campi: A sinistra v’è un frate cistercense che rappresenta l’Abbazia di Sant’Ambrogio, la quale l’ebbe in dono come “Grancia” fin dall’anno 835 circa dall’Arcivescovo Angilberto, e la tenne fino al 1480 circa. Nell’anno 1228 al 18 aprile l’Abate Ardengo Visconti (al quale è dedicata la Via Visconti che va da Via Manzoni a Piazza IV Novembre) dava ad Origgio nuovi statuti di cui copia si conserva nell’Archivio Governativo di Milano, e furono pubblicati nel 1871 dal prof. Francesco Berlan.
A destra vi sono i tre anelli dei Borromeo perché questi successero agli Abati di S. Ambrogio nel possesso del paese e si chiamavano “Udrigi Domini” e tale possesso conservarono quasi integro fino al 1874, ed ancor oggi sono i primi estimati.
Firmato Prof. Croce”

nota: la grancia, o grangia, di origini benedettine, era una comunità agraria fondata su un’organizzazione economica ed amministrativa propria.

La deliberazione fu approvata diversi anni dopo, la domenica 15 gennaio 1928 dal Podestà Zerbi, proprio mentre il Comune di Origgio s’aggregava a quello di Saronno e la decisione non ebbe seguito.
La questione dello stemma fu ripresa dal Consiglio Comunale con la deliberazione n. 15 dell’8 aprile 1961 e, quindi, portata a conclusione il 29 agosto 1964 con la deliberazione n. 47 dove, con la Presidenza del Sindaco Dr. Celeste Milani, l’assistenza del Segretario del Comune Rag. Antonio Gallo e i Consiglieri presenti: Francesco Formento, Ambrogio Bianchi, Marino Ceriani, Abbondio Pagani, Rodolfo Locati, Alessandro Passoni, Alfredo Cartabia, Felice Bianchi, Paolo Ceriani, Giulio Ceriani, Ambrogio Borroni e Pietro Ceriani, si assumeva come stemma del Comune di Origgio quello concesso con il Decreto Presidenziale più sotto riportato integralmente e si adottava il Gonfalone Municipale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Vista la domanda con la quale il Sindaco del Comune di Origgio chiede la concessione di uno stemma e di un gonfalone per uso di quel Comune;
Visti gli atti prodotti a corredo;
Visto l’art. 5 del regolamento approvato con R.D. 7 giugno 1943, n. 652;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri

D E C R E T A

Sono concessi al Comune di Origgio in provincia di Varese uno stemma ed un gonfalone descritti come appresso:

STEMMA: Partito, nel 1° d’oro alla testa barbuta di un vecchio frate cistercense posta di profilo; nel 2° d’azzurro, a tre anelli d’oro intrecciati; il tutto abbassato ad un capo d’argento, caricato di una croce di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.

GONFALONE: Drappo partito, d’azzurro e di giallo riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Origgio. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri è incaricato della esecuzione del presente Decreto, che sarà registrato alla Corte dei Conti e debitamente trascritto.
Dato a Roma il 19 maggio 1965
F.to Giuseppe Saragat
C.to Aldo Moro
Registrato alla Corte dei Conti il 16 luglio 1965, registro n. 4 – Presidenza f. 392. F.to Cessari
Trascritto nei registri dell’Ufficio Araldico il 21 luglio 1965. Reg. anno 1965, Pag. n. 10. F.to Luciani.
Trascritto nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato il 2 settembre 1965. Il Sovrintendente F.to Sandri